La
penisola italiana è sempre stata un crocevia dove molti popoli sono arrivati
per poi stabilirsi, contribuendo a creare il patrimonio culturale, storico e
linguistico dell’Italia. Tra questi vi sono anche gli armeni, popolo
proveniente dall’Asia. E in Calabria si sono formate comunità che hanno
lasciato delle tracce ancor oggi rintracciabili. Come gli arberesche, i valdesi
e i grecanici, gli armeni si sono insediati in piccole comunità sparse in tutta
la regione. La prima presenza armena in Calabria risale ai tempi della
dominazione bizantina, quando l’imperatore Giustiniano I aveva avviato la
Restauratio Imperi e vi aveva trasferito qui degli armeni assieme a gli ebrei
per poter riorganizzare i rifornimenti alimentari dell’esercito impegnato
nell’ambizioso progetto di riconquistare l’Italia e ripristinare l’impero che
per secoli aveva dominato il Mar Mediterraneo e l’Europa. Gli armeni erano
degli ottimi soldati, tanto da costituire un’elites per l’esercito dell’Impero
Bizantino. Altre migrazioni di armeni nell’Italia meridionale si sono
verificate con Costante II e anche a causa delle invasioni arabe in asia minore
che spinse gli armeni ad evacuare le loro terre e alcuni di essi, durante il
dominio di Eraclio I, si sarebbero stabiliti in Calabria fondando dei loro
insediamenti. Il generale bizantino Niceforo Foca impiegò numerosi soldati
armeni per la riconquista bizantina della Calabria nel IX secolo e quest’ultimi
si stabilirono in queste terre.
Al
giorno d’oggi della presenza armena in Calabria restano poche tracce. Nella
toponomastica abbiamo Rocca dell’Armenio o degli Armeni, Discesa dell’Armeno a
Bova, Varta e Varet a Casignana, tutte riunite nella Valle degli Armeni, dove
ogni anno viene organizzato un tour turistico e culturale per scoprire questa
incredibile e poco nota pagina di storia della Calabria.
Rocca
Armenia si trova vicino a Bruzzano Zeffirio e Ferruzzano, in provincia di
Reggio Calabria, un’area dove vi fu la maggior concentrazione di armeni durante
la dominazione bizantina. La fortificazione oggi è quasi un rudere, poiché è
stata abbandonata a seguito delle incursioni arabe che costrinse gli abitanti a
rifugiarsi nell’entroterra, per poi essere devastata dai successivi terremoti
che colpirono la regione.
Dei
luoghi di culto armeni abbiamo Brancaleone Vetus, dove è situata una chiesa
scavata nella roccia che conserva ancora oggi le incisioni delle croci molto
simili ai Khachkar armeni e dei pavoni. A Staiti abbiamo delle croci
dislocate nel territorio, l’Abbazzia di Tridetti e la Cattolica di Stilo
presentano uno stile architettonico bizantino influenzato dallo stile armeno. Perfino
la croce di ferro situata nel Santuario della Madonna di Polsi presenterebbe
delle influenze armene se paragonata a una croce armena e in effetti le
somiglianze ci sono. Si è inoltre ipotizzato che nelle grotte a Casignana come
S. Floro, San Luca e Natile Vecchio potrebbero essere state scavate ed
utilizzate dagli armeni. Anche a Rocca Armena era presente una chiesa costruita
dagli armeni. Si è ipotizzato che anche Samo avrebbe origini armene.
Nel
territorio lamentino, dove è situata la chiesa dei Santi Quaranta, si celebra
la commemorazione dei santi Quaranta martiri di Sebastea ogni anno il 9
marzo, in aggiunta al Culto di San Biagio di Sebastea, anch’egli martire del IV
secolo dal quale prenderebbe il nome Sambiase, una delle circoscrizioni di
Lamezia Terme. Questi culti si sarebbero diffusi e sviluppati grazie a Niceforo
Foca il Vecchio e dei suoi commilitoni armeni.
Anche
i cognomi diffusi in questa zona come Armeno, Armeni e Trebisonda testimoniano
queste radici profonde in Calabria.
Gli
armeni che si stabilirono in questa terra, già colonizzata e influenzata dai
greci e fungendo da ponte non solo con la Sicilia ma anche tra Occidente e Oriente,
portarono con loro tradizioni artistiche, religiose, culinarie e folkloristiche
ancora oggi vive, oltre alle tecniche di lavorazione della seta molto avanzate
per l’epoca. Il loro contributo rese la Calabria uno dei centri commerciali
importanti per il Mar Mediterraneo. Secondo i dati ISTAT del 2020, attualmente in
Calabria risiedono circa 19 cittadini armeni su un totale degli oltre 1214
armeni presenti su tutto il territorio italiano. Una piccola ma preziosa
presenza che arricchisce il patrimonio culturale, storico e linguistico
italiano, le cui tracce del passato rischiano di svanire come le altre piccole
comunità che parlano il dialetto greco-calabro.
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